È difficile per me spiegare a parole la sensazione che mi accompagna da tantissimi anni, è vero soffro di solitudine ma è altrettanto vero che fin dall’adolescenza c’è una parte della mia vita che io non posso che viver da solo. Intellettualmente nella sfera di certe emozioni e di certe riflessioni IO SONO SEMPRE STATO SOLO, ogni volta che ho tentato di uscire dal guscio mi sono sentito a disagio come se fossi forzato in una veste che non mi apparteneva.
Anche qui nei blog il distacco tra la mia dimensione intima e l’espressione scritta che ne ho prodotto non mi ha mai del tutto soddisfatto: forse i continui aggiustamenti, gli abbandoni e i ritorni hanno la loro origine dentro la segreta consapevolezza della mia personale solitudine. Ad un certo punto della mia vita ho capito che era inutile produrre tentativi di condivisione, erano sterili e per certi versi controproducenti: ho aperto i blog per provare ad essere diverso e vero, per svelarmi senza finzioni. Non funziona! O almeno funziona solo in parte, poi arrivano come sempre gli equivoci, le risse, le incomprensioni e nel frattempo si perde il tempo prezioso dell’intuizione concettuale, quella che ti fulmina in mezzo secondo e che non riuscirai a comunicare mai a nessuno se non seguendo la stessa via e la medesima intuizione. Ho scritto miliardi di righe nella mia vita, milioni da quando frequento il web. Mi pongo il problema di cosa esse siano e dove vadano, mi pongo anche un’infinità di questioni che dalla scrittura partono e alla scrittura ritornano. Devo confessare che abbastanza spesso sono soddisfatto di ciò che scrivo ma capisco che il significato vero è troppo spesso relegato alla MIA dimensione intellettuale: nonostante la mia arroganza lo ritengo un difetto. Credo che resterà tale.

"forse i continui aggiustamenti, gli abbandoni e i ritorni hanno la loro origine dentro la segreta consapevolezza della mia personale solitudine" Probabilmente ti frega anche questo, spiazzi continuamente, imposti disagio e poco confort. Poi la grafica e l'impaginazione di questo Vertigini provaocano soprattutto.. vertigini.. torna al normalizzazione.. comunque poi vedi un po' tu..
RispondiEliminaLa gran parte di questi testi nacquero sul cartaceo, da carta e penna: questo carattere è stato scelto perché è il più vicino alla mia calligrafia originale. Non credo sia difficoltoso leggerli.
EliminaHo pubblicato il tuo commento perché accetto le critiche ma sono fatto così.
E' solo un parere il mio, ovviamente.. ;)
Elimina" Ad un certo punto della mia vita ho capito che era inutile produrre tentativi di condivisione, erano sterili e per certi versi controproducenti: ho aperto i blog per provare ad essere diverso e vero, per svelarmi senza finzioni. Non funziona"
RispondiEliminaPer giungere alla conclusione di quel "non funziona"deve pur esserci una ragione e non penso si debba pagare un prezzo nel mostrarsi in modo autentico senza quelle finzioni,anzi ve ne fossero di più nel mostrare attraverso la scrittura la propria onestà e sincerità e non una sorta di collezionisti del proprio ego che fanno fatica a riconoscersi perfino nei propri scritti.Credo lei abbia un vissuto così lungo di scrittura che abbia lasciato da un bel po l'approvazione o la disapprovazione altrui per scendere a patti contro la sua vera natura e alcuni commenti sono lì solo come suggello a confermarne l'immutabile .
Anonimo - Devo arrendermi ad un'evidenza che non amo: persino la scrittura può dare luogo a equivoci, incomprensioni, immagini distorte. C'è una parte di me, non definibile in nessun senso positivo o negativo, che resta comunque sottotraccia. In qualche caso soltanto sono riuscito a liberarla del tutto e ciò mi ha regalato i pochi momenti di serenità della mia esistenza. Nei primi anni della mia permanenza in rete confesso di aver provato a negarmi, fingermi, non espormi del tutto ma non poteva durare, se non scrivo come sono nel profondo non scrivo. Il risultato è questo e capisco che non sia accettabile sic et simpliciter. Alla fine scrivo e basta senza alcun prezzo da pagare se non quello alla correttezza sintattica e alla sincerità concettuale.
EliminaAlla fine effettivamente lei scrive consapevolmente e basta ,senza nessuno prezzo da pagare.Scriverlo per lei e leggerlo per me non incorre in equivoci di nessuno genere e il sottotraccia può restare indefinibile.La ringrazio.
EliminaCome "persino"?! La scrittura deve creare distorsioni ed equivoci, smuovere, dissodare cuori, porre interrogativi, anche quando - paradossalmente - scriviamo tutto lampante.
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