mercoledì 4 novembre 2009

ETIMOLOGIA

Ho poco tempo, forse sto per diventare una persona seria, una di quelle che dedicano praticamente tutto al lavoro. Sta cosa mi fa nessun piacere, la subisco e mi rompe maledettamente.
Non è che qui sul blog le cose poi vadano tanto meglio: basta leggere e si capisce subito che interceptor sta morendo. Niente lacrime, niente addii, va bene così. In futuro si vedrà, perché c'è sempre un futuro anche se non ci credi; mi dispiace che sul web continui a circolare tanta stupidità, quindi mi dispiace per me che sono l'imperatore degli stupidi. Io però lo so, ne sono cosciente, ci gioco anche un po' e, giocando, è possibile perdersi o farsi male. Siccome non me ne frega niente e sono molto egoista e presuntuoso. continuo a giocare: a modo mio ovviamente. Sapete com'è ognuno del suo blog è Re, il problema nasce quando si va fuori, quando per motivi vari si va a rompere i coglioni a casa altrui. Confesso i miei peccati, certe cose sono io che me le tiro addosso, quindi meglio stare zitti.

C'è qui una anonima (femmina sicuro), viene dal passato e deve rifarsi: tipico delle donne che si sentono abbandonate o tradite, tipico del web, tipico di questo blog. Lei dice arrogantemente di non essere arrogante, mi ferisce pesantemente ridicolizzandomi per l'età, la cultura, la pulizia morale e tante altre cose ancora. Si sta divertendo insomma, sta cercando di ripetere l'operazione che ha già fatto altre volte: isolarmi, essiccarmi, ridurre questo blog prima ad uno sterile dialogo a due poi buttarmi nella spazzatura come una foglia secca. E' un ottimo proposito, probabilmente andrà a buon fine: l'anonima dice- "Niente può distinguere una persona da un altra se non il linguaggio che adopera"- appunto dico io! L'anonima dileggia e presume ( accidenti che belle parole) e spera di essere illuminante ( riaccidenti) e formativa; l'anonima si nutre di spirito e ama la carne...ullallà, chi potrà mai essere costei? Un'eroina di questi anni eroici, una donna libera che sa quel che vuole e che si fa portare a spasso dal suo demone (con la patente però). Ti ho già fatto troppa pubblicità Antonella, tempo scaduto per ora. Tempo perso sempre. Etimologizza pure, io sono altrove. Adieu.

sabato 24 ottobre 2009

CARMELINA

Quando piove divento acqua e mi lavo via, mi annullo e sparisco. Almeno credo di sparire e invece ritorno sotto altre forme, le guardo, mi compiaccio e poi mi incazzo perché non cambia mai nulla.

-" Allora usciamo stasera?"

-" Si, d'accordo, ma..."

-" C'è un ma Carmelina?"

No non c'è nessun ma, ci sono i soliti gesti le solite prove le solite ansie. Piero è sempre lo stesso, riveduto e corretto, deve riconoscere che sono soltanto le donne a tentare qualche cambiamento. Carmelina è l'esatto opposto di Giulia, è bruna, ha un seno magnifico e parla malissimo ma sorride benissimo, ho la sensazione che mi prenderà per il culo facilmente ma io non aspetto altro, sono talmente stufo della solitudine di me stesso, del mio rimuginare e del mio darmi ragione che Carmelina mi sembra una dea. Stasera usciamo Carmelina, stasera ti racconto un sacco di cose: riderai con quel vestito nero dal quale sembri voler scappare fuori e con il golfino rosso sulle spalle. Io invece di guardarti le tette ti guarderò le caviglie e le scarpe che indosserai, finora in tre volte ne hai cambiato tre paia. Stasera vediamo il quarto paio.

Carmelina, fossi in te inventerei una scusa e mi lascerei cuocere nel mio brodo per altri tre o quattro giorni, ma tu per fortuna non sei me ed hai una gran voglia di avventura cioè di starmi ad ascoltare, di incrociarmi le tue splendide gambe davanti, di giocare un po'... Di fare finta di essere stata sedotta infine. Sono troppo stronzo, troppo vecchio e troppo abusato, e se invece tu fossi l'occasione nuova della mia vita, se tu fossi il mio sogno che divento un coito che si trasforma in amore? Carmelina ho deciso di darti la mia speranza ho deciso di inchiodare il mio pozzo nero e di bagnarmi completamente sotto l'acqua, questa sera. E adesso metto un punto anche a questo post. Guarda non ci inserisco nemmeno una immagine, niente, solo l'idea di te. Della mia non frega niente a nessuno perché la conoscono tutti: bocciata! La tua invece, cavolo la tua nuova di zecca è esplosiva come la tua sensualità ed io sarò lì come uno scemo a subirla. Ma quale pizzeria Carmelina, ristorantino ed angolo appartato così posso raccontarti tutte minchiate che voglio. E tu riderai trattenendoti col bicchiere di vino vicino agli occhi.

mercoledì 14 ottobre 2009

FANGO!


Per 10 giorni ho visto solo fango e case arrotolate nel fango. e puzza di fango che non ve la so descrivere ma c'è ed è schifosa. Hanno costruito da sempre a cazzo di cane, non trovo un termine più esplicativo per dirvelo. e non è solo colpa delle amministrazioni perchè in paesi così piccoli l'amministrazione sono loro, sindaco assessore e vice, tutti insieme appassionatamente a combinare orribili cazzate. Ho anche visto qualche cadavere mummificato dentro il fango indurito, ho pensato che siamo veramente niente, una foglia trascinata via dal vento.

Mi si è rotto qualcosa dentro non so spiegarvelo, ma lo sento, anche adesso mentre scrivo: vivo in due o tre piani separati, quello di tutti i giorni ( blog compreso) e quello della realtà imperiosa e crudele. Molte cose mi sembrano sciocche, molte delle cose che ho scritto mi appaiono delle minchiatone col botto. anche le persone, me compreso, che stanno dentro queste pagine mi sono apparse lontanissime. Niente conta niente, la gente , la vita e la morte, le incazzature, la politica le sue stupide e risapute questioni. Io non lo so più dove sono e chi sono. So solo che ho deciso di non spalare più fango perchè stavo diventando fango io stesso, ho deciso di stare a pensare ai battiti di ciglia che hanno significati profondi. E poi ho voglia di innamorarmi per alzarmi e volare via dal fango.

sabato 3 ottobre 2009

L'ISOLA DEL SOLE.


Questo sarà un post pieno di ovvietà che poi alla fine restano solo quelle. E non ti consolano. E' piovuto assai, moltissimo, circa 200 mm in 6 ore! Capita, ma più di 20 morti non capitano spesso però. Disastro annunciato: signori e signore, giovedi sera 1 ottobre i comuni di Giampilieri e Scaletta Zanclea si onoreranno di rappresentare, in edizione aggiornata, lo spettacolo " L'ALLUVIONE".

Per chi legge e non conosce i luoghi dico che da Roccalumera in poi verso Messina i monti Peloritani sono stretti al mare e lungo la costa, addossati l'uno all'altro, ci stanno la spiaggia, la ferrovia, l'autostrada e i paesi. Guardano la Calabria che è lì puoi toccarla con la mano dall'altra parte dello stretto che diventa sempre più stretto. Alcuni valloni percorsi da vecchie fiumare rendono il paesaggio più suggestivo; in genere sunnu sicchi comu u desertu, per tale motivo qualcuno ha pensato negli anni di costruirsi la casa lì, sul greto. E nessuno gli ha detto ovviamente che era meglio di no, che era pericoloso che non si poteva. Si dicono tante cose, io per esempio ho detto spesso ma come minchia fanno ste case aggrappate al groppone di queste colline mezze disboscate a non calarsene in mare? Però non l'ho detto agli abitanti, prima perchè lo sanno, secondo perchè alcuni se ne fottono, terzo perchè molti sono rassegnati , quarto perchè ci vonnu i' picciuli.

Ovvietà, il 70% dei comuni siciliani è a rischio per il dissesto idrogeologico, quanto mi piace questo termine: ripetete con me DISSESTO IDRO GEOLOGICOOOOOOO. , Da quanto ? Per me che ho i miei anni da sempre ma negli ultimi trentanni si è superato il ridicolo perchè si è costruito anche nel buco del culo dell'inferno. Ieri intorno alle 14 sono andato in zona, circa 50 km da dove abito: il litorale era pieno di macchine capovolte o di traverso sulle spiagge della zona. Non credevo ai miei occhi, sembrava uno scherzo. Giampilieri non c'è più, Scaletta Zanclea ( 6 anni fa avevo pensato di comprarmi una casetta al mare) è seppellita dal fango, i traghetti dello stretto li hanno dirottati sul porto di Catania, i buoni propositi invece sono stati distribuiti a pioggia su tutta la zona. Ma i visi sono terrei, Pippo de Luca guarda andare via le salme della moglie e della figlia di 4 anni annegate nel fango, lui e l'altro ragazzino si sono salvati... Ci vogliono i soldi e un intervento organico e diretto teso a bonificare tutto il territorio che in questi ultimi anni... Ma porca puttana invece di costruire il ponte sistemate l'isola che non so nemmeno se quei soldi vi basteranno. Chi minchia aveva mai sentito parlare di Giampilieri? a chi cazzo frega qualcosa della viabilità sull'A18, unica direttrice verso lo stretto di Messina e l'ITALIA? Italia? Dai non scherziamo, è sud profondo qui, si fottono i soldi qui, c'è la regione siciliana qui, per giunta a statuto speciale, specialissimo. Chi fa da sè fa per tre.

La signura Maria assira u dissi, "ccà nun chiovi ma taliati a' ciumara: sta vugghiendu" Salutiamo.

giovedì 1 ottobre 2009

LA PRIMAVERA DI PRAGA AL SUD

Per intedere questo post dovete leggervi prima ( almeno una guardata dai) quello che trovate su MINIMALIA, indicazioni sulla pagina centrale del blog in alto a dx. Mi faccio pubblicità? Sì .
Mi rompo le palle da morire in questi ultimi giorni ma non posso chiudere anche questo spazio che poi dopo una settimana mi riviene voglia e devo aprirne un altro perchè questo è "usurato" ed io voglio cose nuove perchè sono un vecchiaccio rompicoglioni. Il blocco del blogger è malattia diffusa solo che alcuni si salvano postando tette e culi o minchiate apocalittiche o facendo gruppo; questa è una tecnica molto buona e funziona così. Primo devo avere audience a qualunque costo. Secondo si sceglie il "target di riferimento e, se non si è già adeguati, ci si adegua. Terzo si comincia con io commento in linea da te che hai 50 lettori e tu lo fai da me che ne ho 2. Quarto si fanno i meme, e si lanciano gridolini di gioia ad ogni intervento. Quinto si da ragione a tutti, si fa branco. sesto mi sono rotto la minchia di scrivere il settimo. Io ho solo questa vita che va così così e un grande passato dietro le spalle ( sono modesto lo so). Quindi vi racconto che cosa facevo io mentre il 5 gennaio del 68 iniziava la Primavera di Praga. Io mangiavo saizza cu u sucu a Castelvetrano, prov di Trapani. Non ero a Milano ed ero distante dal flusso vitale delle idee e degli eventi che interesavno iL mondo. Ma a me in quel momento non me ne fotteva niente: il sugo era meraviglioso ma mia nonna Maria stava male. Eravamo lì per questo, da bravi meridionali tutti vicini all'inferma che tanto inferma non sembrava: d'altro canto la glicemia mica si vede! Il giorno prima della Befana io l'ultima cosa cui pensavo era Milano e il suo liceo, e poi sinceramente di Dubcek e di Praga nell'ambiente giovanile della sinistra che frequentavo io non fregava a nessuno; il nodo non era la Ccoslovacchia ma il Vietnam, non piazza S. Venceslao ma i vietcong ed un'intera generazione condannata a morire nelle risaie e nella giungla asiatica. Voi non potete immaginare cos'era discutere di quello. Voi non potete capire quanto odio, quanta speranza e quanta voglia di altro ci fosse nei ragzzi che nel 68 avevano 16 anni e il Vietnam sulle palle.
In Sicilia tutto questo io non lo sentivo; sapevo che c'era ma era un'immagine da libro di storia. E' difficile vedere Lyndon Jonhson fra le colline della valle del Belice, ancora di più immaginare il movimento studentesco fra le rovine greche di Selinunte. Io arrivavo, scendevo dall'astronave, mettevo in funzione il traduttore spaziale e cominciavo: " Zio comu sì? Bbedda matri che cavuru...etc etc". Potevo discutere col prof. Oliveri delle posizioni di Mario Capanna alla Cattolica? Però io le conoscevo, messe da parte per un po' insomma. Non sono mai stato un ideologo ad oltranza io, riesco ancora a fottermene se la natura mi mette in condizione di farlo. Ai primi di gennaio del 68 ero in una vacanza insperata e, visto che la glicemia della nonna non si sistemava, probabilmente più lunga del dovuto: una pacchia. Però i giornali a casa mia si leggevano e la tv si guardava: Praga era solo una notizia come tante e Dubceck uno strano uomo col naso a pera e i modi gentili, l'europa dell'est e e l'onnipresenza sovietica per me facevano il paio con quella americana, era quasi un contesto da sfida calcistica inter - milan o giù di lì. Non parlai nè a Milano nè a Palermo con nessuno di questa primavera praghese fino al giorno in cui ( il 20 di agosto) essa finì. Discorso diverso l'anno dopo per il suicidio esemplare di Jan Palach, molto diverso e duro. La morte del ragazzo ci fece interrogare ma non ne uscì niente di buono, solo più odio e meno comprensione, solo ideologia contro ideologia. Ricordo che pensai che Jan si fosse ucciso per niente. Neanche la canzone di Guccini mi smosse l'animo , peccato. Ma questo ripeto, avvenne l'anno dopo, nel 69. Prima mentre una notte digerivo i cannoli di ricotta e l'idea di tornare 2 giorni dopo a Milano, fui svegliato dall'urlo della terra: La valle del Belice ballava come se fosse sulla sdia elettrica ed io me la feci sotto dal terrore, altro che Praga.
Tutto spazzato via in una decina di secondi. Andare via qualche giorno dopo, riattraversare lo stretto fu una sensazione diversa da tutte le altre, più dura e concreta, più matura direi e da uomo.

martedì 29 settembre 2009

PRESA DI COSCIENZA


Picciotti la situazione sta precipitando. anzi Stava perchè spero con questo post di mettere un freno al decadimento verso una malinconica serietà che INTERCEPTOR stava facendo sua. E adesso basta con il buon italiano, basta con larilettura delle scemenze che scrivo e stop alla riflessione pre e post scrittura. Sapete quando mi sono preoccupato? E' successo qualche settimana fa. preso dal turbine della cronaca e dalla lettura di blog seri e spiritualmente elevati ( aproposito com'è che son tutti di sinistra?), i casi sono due o cjhi non è smaccatamente di sinistra è un somaro fatto e finito oppure disdegna la pubblicazione del suo augusto pensiero.

Insomma lo confesso ho leto Micromega, Limes, il blog di chiara Milanesi, quello di una poetessa che non mi ricordo come cazzo si chiama, il blog di Vincenzo Cucinotta ed altri ancora. poi sono andato su quello di Luisa ed ho capito che la vita è altro. Non che non lo sapessi, lo sapessi, lo sapessi, ma mi ero esaltato. Avevo pensato di essere anch'io parte di questo bel mondo bloggesco dove sembra che le idee siano diverse invece , MInchia, sono le stesse. Anzi sono una sola, ma bella grossa però con tante sfaccettature ( Ho anch'io qui accanto un vocabolario) così sembra più democratica. Quindi la situazione precipitò, gravemente precipitò tanto che per scrivere fondamentalmente le stesse minchiatone di stamane ci mettevo almeno mezzora. Ma stiamo scherzando? dico mica posso mettermi in paragone con gente seria io? La serietà mi ha già ucciso annnifa, le donne hanno fatto il resto. Mi è restato solo questo fenicottero rosso e inquietante e la mia terra che ha ancora pietà di me. Ciao vah.

venerdì 25 settembre 2009

Da Quarto al Volturno, da Anna a Piero, le strade d'Italia finiscono tutte qui.

Salivo e scendevo: 8 o 9 mesi su e gli altri quaggiù. Voi lo sapete quanto è stretta e lunga l'Italia, un corridoio tra i crucchi e i marocchini. Vedi un po' che casino, uno fa tanto per mettere e mantenere le cose al suo posto e la natura matrigna ti combina questo scherzo (da prete).

Per scendere o salire ci sono tre direttive principali finora, più in la chissà ( il regno delle due sicilie non è sparito del tutto belle gioie): la prima è quella garibaldina, imbarco a Quarto, traversata e sbarco a Palermo (10 ore di navigazione, bella placida e istruttiva) Palermo e non Marsala perchè ormai il territorio è tutto piemontese. Seconda direttiva: autostrada del sole che però finisce dove si è fermato il Cristo, da lì in poi avventure alla Indiana Jones, paesaggi assolati e cambi di corsia.

Terza direttiva l'oriente: la costa adriatica dolcissima e sabbiosa con i monti d'Abruzzo a custodirti dall'alto; se hai tempo da perdere perdilo in Molise, Abruzzo Puglia o Basilicata, non te lo ha detto nessuno che devi arrivare subito sullo stretto! Ah il Gran Sasso, Ah il Salento, ah Matera, Ah il Pollino....

Ricominciamo. Salivo e scendevo ( sarà per questo che mi è spuntato l'animo erotico?) e lo facevo d'estate e l'estate era per me la scoperta dell'altra Italia, quella che si nasconde la in fondo, attaccata al culo dell'Africa. Mi domando perchè io sia stato tanto fortunato da avere dentro la bassa con i sui filari di pioppi lungo il grande fiume e lo smarrimento azzurro delle Egadi col vento che viene dalla Tunisia e ti riempe le narici di odori salmastri. Anna perchè? Troppe anime dentro, innamorate e vicine solo dentro i miei occhi perchè fuori....guerre continue.
Avevo 16 anni nel 1968 ed ero in Sicilia fuori tempo: problemi familiari e una nonna che stava male. Fu l'ultimo Natale vero della mia vita, finora, un Natale col freddo, i dolci di ricotta, la salsiccia, le zampogne e il profumo della salsa preparata l'estate precedente e messa in bottiglia ad attendere una rientreee clamorosa. Decidemmo di fermarci ancora una quindicina di giorni, troppe le cose da sistemare, un vero regalo per me e la mi voglia di mare d'inverno.
Era la notte del 14 gennaio quando compresi cosa significhi aver paura ed essere indifesi; mi svegliò il ruggito eterno della terra, lungo, rabbioso, ipnotico, e vidi la cima della vecchia casa di mia nonna ondeggiare e arrivare quasi a a toccarsi con la casa dall'altro lato della strada. Di mattina presto accompagnai mio zio Vincenzo che era fotografo sui luoghi del disastro, stretti e silenziosi su un camion dei Vigili del Fuoco.
La morte era lì, a due passi, Gibellina e Montevago erano solo un cumulo di rovine. I soldati ci si arrampicavano sopra e gridavano: " c'è qualcuno, c'è qualcuno, c'è qualcuno..." In quei centri della valle del Belice non c'era nessuno, i cani correvano via fra i soccorritori ma erano cani randagi non cani lupo addestrati come quelli di oggi. Vidi sporgere fra le rovine di una casa un braccio alzato...
Non l'ho più dimenticato, mai più.

Però se oggi siamo qui a raccontarci le sventure e i dolori ma guardiamo ancora il mare, il vino, e sentiamo i profumi e la vita è perchè l'uomo vince amica mia. Vince e si colora di avvenire e sogna dopo la fatica un cannolo di ricotta e lo sguardo di un "amico e basta". Io non so perchè sono nato così, a metà strada fra la piana e il mare; non so nemmeno se riuscirò mai a scriverne abbastanza ma la prossima volta ca scinni cà sutta, al bar Sicilia ci jemu assemi.