FINISTERRAE 20 ANNI DOPO

L'intuizione sfuggita

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Località: Italy

Più di 20 anni in rete e centinaia di post, altrettanti incontri e molte questioni irrisolte: questa è stata finora la mia vita qui. Mi ha deluso e mi avete deluso! Poca vera comunicazione, paletti ovunque, equivoci a gogò. Pretendo troppo? Non credo, volevo solo un minimo di educazione se poi ci fosse anche cultura sarebbe perfetto. Questo è un blog "finito" e in se concluso, i testi sono tutti programmati, molti di essi risalgono a decenni fa in era pre-web: ho scelto un vecchio e amatissimo template, centinaia di immagini ed ho provato a giocare seriamente come molto tempo fa. Questo spazio è solo una traccia del mio passaggio nell'ambiente virtuale, non chiede nulla e nulla cerca. Addio.

martedì 10 dicembre 2024

Inutile dissidio delle ultime settantadue estati. Parole esitanti, stonate, risibili caricature del mio sosia che malamente recita il ruolo che fu di altri. Quando certa sarà stabilita La mia definitiva inutilità vecchiaia e saggezza mi riporteranno a casa mia. La porta sarà aperta, abbraccerò le pareti bianche mi confonderò con esse. E infine non ci sarà più nessuno che mi dirà che troppo grande è stata la malinconia di vivere. Adesso che sei passata e sei tornata adesso ti insinui mentre ti guardi in giro. Tra un po' sarai col dito alzato e una sintassi controversa a giudicare analizzare sfoltire immobilizzare questi ultimi anni. E ti ho detto dei recenti silenzi: mi hai risposto che erano troppo rumorosi. E mi hai detto che insopportabile e' il lento trascorrere del tempo appresso senza un pugnale che blocchi il passato alle proprie responsabilita'. Magnifica e furente eri mentre squassavi il presente e infierivi sui miei ricordi. Mi hai amato? Ti ho amato? Ci siamo rincorsi? Ci siamo persi? Eri senza di me nell'altro tempo quello che tu dici di bilanci? E ti ho detto che non di bilanci di analisi rilette e affettuose sino alla morte e' ora il momento. Questo e' tempo di astrazioni, di follia immediata per me e per te di un unico amplesso sbagliato da ricordare come l'amore che, trovandoci senz'altro riflessivi, di noi si e' disgustato. Adesso che sei passata dentro i miei occhi e sei tornata per l'ultimo ritardo E' quando la luce vacilla e va via che arrivano gli altri colori. Tornano a grumi i ricordi come collane delle altre vite che io ho finto di dimenticare. Si riflettono in questa, danzano sui miei capelli, mi trascinano, timido, in un ballo pubblico sotto gli occhi di spettatori diversamente interessati. A volte rovescio il capo all'indietro e mi concedo. Allora è bellissimo, i cieli, le strade, le stagioni, i visi e le parole, mi sfondano il cuore senza farmi male. Allora io sono vero, senza luci di scena falsi eroismi, concrete paure. Sono quel che mia madre ama e teme io sia: un lucido errore che riconosce se stesso. Aspetto che gli astri terminino il loro ciclo, domattina non potrò dire di aver sognato non riesco mai a dividere esattamente i sogni dalla realtà, l'oggi da ieri, i miei occhi stanchi dai miei piedi di bambino. E' di sera che il quadro si compone ed io che sono malato alzo il viso verso l'eco delle mie ombre in direzione del mio respiro lontano. Non ti ho mai incontrato, non ti ho mai guardato lo sguardo, non una carezza; lo stesso tu per me. Abbiamo fatto l’amore in altro modo e pensavo di lasciarti Didone nel tuo anfiteatro di pietra in riva al mare, in linea col canovaccio maschile dello scorso millennio. Non ci sono riuscito: per altre strade il senso e il profumo della vita mi hanno raggiunto sotto forma di versi. Imparai da bambino a centellinare la magia che una ragazza sparge attorno a sé. Scivolare tra le pieghe di un suo sguardo, assaporare poi, nel ricordo di un’ora dopo, la trasparenza di una mano, il particolare timbro di un silenzio, gli altri mondi soltanto accennati in un volgere del capo. Ti osservo ancora a quel modo e tu giochi a far finta di non saperlo. Imparai da ragazzo a rincorrere la diaspora di pensieri che una donna porta con sé. Ed è così che non ho mai scordato il primo stupore di te. Un po’ di quella magia ancora s’insinua tra noi come una carezza di seta al termine di questo giorno. In qualche luogo della Sicilia orientale al termine di questa estate. Avevo un voto bassissimo in matematica a scuola ed uno altissimo in italiano. Ho trascorso tutta la vita ad inseguire i numeri di cui ero perdutamente innamorato. “Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C’è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galilei e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di questi” – E. Fermi

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Secondo me il tempo dei commenti si è esaurito, e comunque che qualcuno ne lasci qui sarebbe un evento rarissimo.

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