FINISTERRAE 20 ANNI DOPO

L'intuizione sfuggita

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Più di 20 anni in rete e centinaia di post, altrettanti incontri e molte questioni irrisolte: questa è stata finora la mia vita qui. Mi ha deluso e mi avete deluso! Poca vera comunicazione, paletti ovunque, equivoci a gogò. Pretendo troppo? Non credo, volevo solo un minimo di educazione se poi ci fosse anche cultura sarebbe perfetto. Questo è un blog "finito" e in se concluso, i testi sono tutti programmati, molti di essi risalgono a decenni fa in era pre-web: ho scelto un vecchio e amatissimo template, centinaia di immagini ed ho provato a giocare seriamente come molto tempo fa. Questo spazio è solo una traccia del mio passaggio nell'ambiente virtuale, non chiede nulla e nulla cerca. Addio.

martedì 16 aprile 2024

INFINE RICCARDINO


L'indagine poliziesca è un classico: omicidio, movente, colpevole, depistaggio. Che tutto questo accada in Sicilia dà solo un colore diverso e mi sembra giusto, Camilleri è un siciliano doc, conosce la sua terra e i suoi profumi, anche quelli mentali. Ma l'ultimo libro del commissario Montalbano è qualcosa di più, anzi è una summa di molte componenti assieme. 
E' in primis un gran colpo di teatro, creare aspettative da lungo tempo, lasciare al lettore la suspense immaginativa di come potrebbe concludersi una stagione narrativa con  i suoi personaggi. Poi dentro l'indagine ufficiale si dipana l'altra, quella veramente importante, quella che percorre il sentiero di una sicilianità non solo sociale ma anche letteraria, c'è Pirandello profuso  a piene mani, c'è l'essere e l'apparire, c'è la crisi d'identità dell'uomo, c'è la solitudine profonda e assoluta dei latifondi e degli orizzonti marini con la loro ammaliante promessa di un futuro mai trovato in questa vita. 
Il sottofondo politico amministrativo è immutato e non potrebbe essere altrimenti, esso trae forza e costanza da equivoci irrisolti storici, un'altra commedia dell'umana mediocrità! Ma il teatro più grande vive dentro il rapporto scrittore- scrittura, libro-lettore, sogno di libertà letteraria e decaloghi da editore, un altro assioma pirandelliano vissuto in modo moderno. Pian piano la scena si compone: i personaggi e il panorama di sempre guardati con la severa malinconia di una vita che finisce assieme ad essi e la consapevolezza che niente potrà fermare questo divenire progressivo. Che resta infine da fare? Anni fa caro Andrea la tua idea l'avevo avuta anch'io, cancellare le parole che uscivano ad una ad una sulla pagina, cancellare il prodotto della mente di chi scrive, tagliare il cordone ombelicale che dà la vita alla scrittura di un uomo. Finite le parole, svanite in frammenti smozzicati i sogni come un disegno cancellato, restano solo i ricordi della lettura. Sarà poi vero Andrea? O è una pietosa illusione anche questa? 

Ma io sono solo un blogger. Ciao Riccardino.

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Secondo me il tempo dei commenti si è esaurito, e comunque che qualcuno ne lasci qui sarebbe un evento rarissimo.

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