FINISTERRAE 20 ANNI DOPO

L'intuizione sfuggita

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Località: Italy

Più di 20 anni in rete e centinaia di post, altrettanti incontri e molte questioni irrisolte: questa è stata finora la mia vita qui. Mi ha deluso e mi avete deluso! Poca vera comunicazione, paletti ovunque, equivoci a gogò. Pretendo troppo? Non credo, volevo solo un minimo di educazione se poi ci fosse anche cultura sarebbe perfetto. Questo è un blog "finito" e in se concluso, i testi sono tutti programmati, molti di essi risalgono a decenni fa in era pre-web: ho scelto un vecchio e amatissimo template, centinaia di immagini ed ho provato a giocare seriamente come molto tempo fa. Questo spazio è solo una traccia del mio passaggio nell'ambiente virtuale, non chiede nulla e nulla cerca. Addio.

lunedì 8 febbraio 2021

LA LINGUA, LA SINTASSI E LA CONOSCENZA DEL LUOGO

Stasera esco ma sono pieno di malinconia, faccio fatica a rimandare indietro le lacrime. Ma uscirò ugualmente per le strade, tra la gente, il chiasso, gli odori…in attesa dei fuochi nel cielo stanotte. Ho la testa piena di niente e di tutto, di passato e presente, il futuro è prossimo, troppo vicino. Forse non fa per me ed è questo ad uccidermi. Le lacrime appartengono ad un altro piano e non hanno ideologie. 
S. Agata è una festa pagana, enorme, in cui confluiscono spirito e sangue, devozione e follia, speranze e delusioni. Per cinque giorni Catania si ferma e vive in un’altra dimensione, un altro tempo in cui tutto può accadere o è accaduto e ogni cosa ha una prospettiva adatta a chi la immagina. E’ solo un sogno, come l’amore o la delicatezza delle minne. Molto tempo fa c’era un altro tempo: e questa parola riempiva lo spazio esattamente come fa adesso. E’ molto più di un’idea, è la nostra evidente realtà organica che trascende nel metafisico. Il tempo lascia aperta la porta affinchè noi si possa intendere il percorso seguito e quello a venire. 
Ci ni voli tempu ppì livarimi du menzu…ed è essenziale che alla sintassi linguistica si associ quella topografica e esistenziale del luogo. Vincenzo Spampinato 
( https://youtu.be/XpTEOaPttVo ) lo conoscono in pochi, peccato. La canzone che ha più di ventanni è tratta da un album che si chiama “Antico suono degli dei”: dentro la sua stoffa ci sono alcune cose che solo un catanese e un siciliano possono intendere e non è solo il senso nostro del tempo. Se la volete ascoltare cliccate sulla freccia di youtube, la traduzione è visibile nei video ma 
 – l’albero grosso è quello all’angolo sud est del cimitero di Catania lungo la strada che porta verso Siracusa: ci passano davanti da sempre tutti i mercanti e gli operai che lavorano a sud della città 
 – Santa Agatuzza col suo fercolo passa sotto gli archi della marina il quarto giorno della festa, quella del giro esterno, la calata della marina è un momento suggestivo e pericoloso se è piovuto. 
 – Giammona è un chiosco storico di Catania a piazza Umberto, aperto fino all’alba e il “completo” è una della sue mitiche bevande ( orzata, succo fresco di limone, anice e seltz) 
– Il ferro è l’arma da fuoco 

 Il resto, l’anima di certe notti infinite, il siciliano asciutto di questa parte d’isola, il senso del mare a due passi e la malinconia feroce e segreta di una conquista femminile improvvisa, per tutto questo ” Ci ni voli tempu”

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Secondo me il tempo dei commenti si è esaurito, e comunque che qualcuno ne lasci qui sarebbe un evento rarissimo.

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