FINISTERRAE 20 ANNI DOPO

L'intuizione sfuggita

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Località: Italy

Più di 20 anni in rete e centinaia di post, altrettanti incontri e molte questioni irrisolte: questa è stata finora la mia vita qui. Mi ha deluso e mi avete deluso! Poca vera comunicazione, paletti ovunque, equivoci a gogò. Pretendo troppo? Non credo, volevo solo un minimo di educazione se poi ci fosse anche cultura sarebbe perfetto. Questo è un blog "finito" e in se concluso, i testi sono tutti programmati, molti di essi risalgono a decenni fa in era pre-web: ho scelto un vecchio e amatissimo template, centinaia di immagini ed ho provato a giocare seriamente come molto tempo fa. Questo spazio è solo una traccia del mio passaggio nell'ambiente virtuale, non chiede nulla e nulla cerca. Addio.

sabato 1 febbraio 2020

VENDICARI

Cosa ho fatto? Ho allontanato il virtuale e riavvicinato la libreria, lo stereo e la carta stampata. I post sono stati già tutti scritti, non prendetela come un atto di suprema arroganza ma è così: a 65 anni vissuti intensamente e in luoghi e contesti diversi se si scrive si scrive di tutto. D’amore, di vita, di lotta, vittorie e sconfitte, futuro filtrato dal passato e non è detto che sia uguale al vostro. Sto rileggendo la recherche du temps perdu di Proust, la Ladra di libri di Zusak, i Vicerè di De Roberto, il contesto di Sciascia e l’Isola senza ponte di Collura, ho riacceso lo stereo e ascolto Gaber, Fossati, De Andrè, Mina, Mozart, Bach e Duke Ellington (ma ce ne sono altri pronti a partire). Ogni tanto acquisto un quotidiano e me ne pento. Mi guardo morire dandomi un contegno: penso alla bellezza della vita e dei sentimenti e il tempo scorre. Non sento il bisogno di scrivere, di incazzarmi, di disquisire come un forsennato con chi vive su un altro pianeta. Teniamoci stretti ognuno il nostro. Riguardo quello che ho scritto negli ultimi ventanni, non è malaccio. Alcune cose sono così legate alla mia intimità che adesso mi meraviglio di averle palesate in pubblico: forse molti problemi sono nati da questo eccesso di confidenza, ma non ho mai saputo scrivere diversamente. Domani scendo sotto Siracusa, piano piano, mi fermo dalle parti di Vendicari, scelgo un eucalipto frondoso mi appoggio al suo tronco e mi perdo sulla linea azzurrina del mare. Voi non potrete vedermi ma sorriderò.

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Secondo me il tempo dei commenti si è esaurito, e comunque che qualcuno ne lasci qui sarebbe un evento rarissimo.

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